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Piergiorgio Veneri

Formatosi artisticamente negli anni '60 in uno studio di pittura e ceramica, si è dedicato al figurativo e al paesaggistico, temporaneamente agli studi di carattere umanistico e professionali.
Autodidatta nel suo percorso artistico, sempre attento alle esperienze contemporanee, partecipa a numerose collettive, e non ultime due personali, con opere ad acquerello e ad olio, con uno stile che attinge all'impressionismo veneto.
Negli anni successivi, la continua sperimentazione sulle tecniche pittoriche, lo porta a produrre una serie di opere a tempera, ad acquerello e in ceramica e, dopo il 2000, ad acrilico, non disdegnando il materico con l'uso di resine su tavole in legno.
I protagonisti dei suoi quadri sono nature morte, ritratti, paesaggi e scorci architettonici, che rivelano con ironia un'inquietudine culturale ed una coscienza critica.

Nella ricostruzione ad acquerello di paesaggi scomparsi della bella Verona, manifesta un linguaggio pittorico personale maturato con lunghi anni di esperienza professionale, come si può ammirare nella sezione in scala 1:200 del complesso della chiesa di S.Michele Arcangelo, che raggruppa tre edifici religiosi, a partire dal 1200 fino all'ultimo del 1802. Quest'opera, realizzata a tempera, è stata poi riprodotta in un numero limitato di cromografie, di cui tre esemplari sono entrati a far parte del patrimonio del reparto Disegni e Stampe del Museo di Castelvecchio di Verona.